Adesso la Rai esagera, canone anche per possessori di pc e smartphone

Rete Imprese ha calcolato che l'esborso, per le sole aziende, ammonta complessivamente a circa 980 milioni

Pubblicato da Vincenzo Borriello il 20 febbraio 2012 11:14
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Siamo alle comiche finali, parafrasando il presidente della Camera Gianfranco Fini. La Rai pretende il pagamento del canone dai possessori di pc, videofonini, videoregistratori, Ipad, e qualsiasi altro dispositivo atto o adattabile a ricevere il segnale tv. Come segnalato da Rete Imprese Italia, sono tantissime le aziende e i lavoratori autonomi che stanno ricevendo le richieste di pagamento del canone. Rete Imprese ha calcolato che l’esborso, per le sole aziende, ammonta complessivamente a circa 980 milioni. Si tratta, evidentemente, dell’ultima disperata mossa per riempire (in minima parte) quel buco di bilancio causato da dirigenti pagati profumatamente ma, incapaci di risanare le casse dell’azienda. Si raschia il fondo del barile, si chiede, anzi si pretende l’elemosina del contribuente. Una Rai che offre un servizio sempre più scadente e inadeguato a competere con altre aziende televisive. Una Rai che prova a rincorrere il gossip. Una Rai che ci somministra insignificanti reality “regalando” soldi a discutibili personaggi, facendoci rimpiangere la mancanza di miniere dove spedirli a lavorare. Per quanto riguarda l’informazione, stendiamo un velo pietoso, abbiamo assistito alla “drammatica emorragia” di ascolti del TG1. Complice di questa situazione, naturalmente, è anche la politica, impegnata a spartirsi le poltrone dell’azienda e a plasmarla secondo propria convenienza. La Rai è un fardello, perché è un’azienda pubblica che deve rispondere agli interessi della politica. Poco importa se ciò implichi scelte scellerate che portano alla cancellazione di quei pochi programmi che garantivano un ritorno economico. Chi lavora per la Rai non è un dipendente del servizio pubblico, è un dipendente dei partiti. Chi ne paga le conseguenze, sono sempre gli stessi: i contribuenti. É come andare al ristorante e, finito il pranzo, si dice al cameriere: “metta sul conto di Mario Rossi”. Mario Rossi siamo noi, ovviamente.
Vincenzo Borriello

2 Commenti

  • Più civile battersi per una RAI pluralista, che dia un’informazione corretta e NON faziosa, che dia spazio a programmi di qualità.
    Una RAI che effettui quindi un vero SERVIZIO PUBBLICOe di QUALITA’, per cui si possapa gare un canone volentieri! 

  • ma cosa si aspetta a vendere la rai, è solo un debito pubblico e un magna-magna

  • Titovitoxscrive:
    ma cosa si aspetta a vendere la rai, è solo un debito pubblico e un magna-magna
  • Giuseppe Fiamingoscrive:
    Più civile battersi per una RAI pluralista, che dia un'informazione corretta e NON faziosa, che dia spazio a programmi di qualità. Una RAI che effettui quindi un vero SERVIZIO PUBBLICOe di QUALITA', per cui si possapa gare un canone volentieri!