Fornero: «Su riforma del lavoro raggiunto equilibrio su punti di vista diversi»

Pubblicato da il 24 marzo 2012 10:34

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Il ministro Elsa Fornero interviene alla seconda giornata del Forum Confcommercio – Ambrosetti di Cernobbio, e illustra la Riforma del Lavoro varata ieri e sulla quale si esprimerà il Parlamento.

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Fornero non nasconde la sua amarezza per non aver ottenuto un maggior consenso sulla riforma ma è fermamente convinta della sua bontà.

“Il documento chiamato ‘La riforma del mercato del lavoro in una prospettiva di crescita’ è stato preparato attraverso un dialogo con le parti sociali, che è stato lungo se si considera la brevità della vita del Governo, ma breve se si considera la vastità e forse anche le ambizioni dei temi che questa riforma copre” ha detto, aggiungendo che “è stato un dialogo anche a volte aspro. Ma lo voglio dire in maniera molto trasparente: io ho creduto e sperato fino all’ultimo che potesse esserci un consenso generale su questa proposta e riforma. Questa riforma – continua – rappresenta un punto di equilibriorispetto a molte tensioni, punti di vista diversi e diverse prospettive e anche diversi interessi. Quindi una riforma, che vede i lavoratori e i datori di lavoro, le famiglie e le imprese, la società tutta, il Governo centrale, ma anche le autorità locali sono coinvolte pesantemente, non poteva non generare contrasti, passioni e antagonismi, ma anche concordia. E noi questa concordia l’abbiamo ricercata senza mai esasperare i toni”.

Sull’articolo 18 dice: “non c’è nessun motivo per creare tensioni sociali “perché non sono stati calpestati diritti. Oggi è particolarmente difficile licenziare. Nessuno può licenziare una persona per motivi discriminatori e cancellare l’articolo 18 non ha senso”, assicura il ministro, sottolineando come la revisione dell’articolo 18 interviene quando “ci sono ragioni oggettive, aggiustamenti nel piccolo della manodopera perché partiamo dal presupposto che non tutti gli imprenditori sono cattivi”. E quando c’è esigenza di aggiustamento di manodopera “ci sarà un indennizzo relativamente alto”

Susanna Camusso, CGIL: il governo “aveva tutte le condizioni per non doversi rammaricare, le trovo un po’ lacrime di coccodrillo”. Confermato il pacchetto di 16 ore di sciopero.

Le parole della Fornero non convincono Paolo Ferrero di Rifondazione Comunista che, attraverso la sua pagina Facebook ironizza: “La modifica dell’art. 18 non calpesta diritti. Non ci sono motivi per gravi tensioni sociali”. Poteva aggiungere anche: Gesù Cristo è morto di freddo, De Gasperi era comunista, Wojtyla Mussulmano e l’AIDS una marca di profumi. E’ incredibile come il paternalismo autoritario di questi professori pensi di poter plasmare la realtà semplicemente descrivendola come la vedono attraverso le loro deformanti lenti ideologiche. Noi dobbiamo riportarli alla realtà costruendo una reticolare contestazione sociale delle loro porcherie.

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